Che cosa è successo
Il 10 settembre, a Piacenza, si è svolto il convegno “Free – Liberi di leggere”, organizzato dalla Rete Nazionale delle Biblioteche Scolastiche Innovative Bibloh! con la collaborazione di INDIRE e della rete Avanguardie educative.
Il confronto ha messo insieme temi che spesso osserviamo separatamente: intelligenza artificiale, BookTok, nuovi linguaggi e strategie di lettura. È stata presentata anche un’indagine del progetto “Avanguardie Biblioeducative”, dedicata al modo in cui una biblioteca scolastica innovativa può contribuire alla trasformazione del curricolo e allo sviluppo delle competenze trasversali.
Perché conta davvero in classe
Bibloh! riunisce 38 istituzioni scolastiche in 11 regioni e considera la biblioteca un ambiente di apprendimento aperto anche alle componenti più fragili della comunità. È uno sguardo importante: non basta possedere libri, serve costruire le condizioni perché ciascuno possa incontrarli.
Nella primaria questo significa offrire più modi di leggere: ascoltare una voce, sfogliare senza dover subito “dimostrare” di aver capito, scegliere per curiosità, tornare sullo stesso albo, parlare di una figura prima ancora delle parole. Significa anche insegnare a cercare informazioni e a distinguere una fonte, senza trasformare ogni incontro con un libro in una scheda da compilare.
Ne vale la pena?
Sì, se la biblioteca smette di essere il luogo dove si entra soltanto in silenzio e diventa il luogo dove le idee possono fare un po’ di rumore. Non servono subito arredi perfetti o cataloghi immensi. Può bastare una selezione curata, un tempo stabile e una forma autentica di scelta.
Una pratica semplice è il “libro in prestito di voce”: ogni settimana un bambino sceglie un testo non per riassumerlo, ma per regalare alla classe una pagina, un’immagine o una domanda. La lettura torna così a essere relazione, non verifica.
Fonte consultata: INDIRE, 10 settembre 2026 ↗
