Che cosa è successo
INDIRE ha aperto alle scuole primarie e secondarie le adesioni a Blockchain@Scuola, una sperimentazione di ricerca realizzata con il Dipartimento di Informatica dell’Università di Salerno – laboratorio ISISLab.
Il progetto usa un gioco da tavolo: gli alunni devono difendere un’informazione dal tentativo di un hacker di alterare l’archivio. Attraverso semplici calcoli costruiscono codici, collaborano e incontrano alcuni principi della blockchain e della sicurezza informatica. Non sono richieste competenze digitali pregresse né dispositivi. Le scuole che aderiscono alla convenzione ricevono gratuitamente il kit 2.0 e collaborano alla raccolta dei dati; i kit sono limitati e assegnati in ordine di iscrizione.
Perché conta davvero in classe
La parola “blockchain” può sembrare lontanissima dalla primaria e viene spesso associata soltanto alle criptovalute. Il punto educativo, però, è più vicino alla vita quotidiana dei bambini: come sappiamo che un’informazione non è stata cambiata? Chi può intervenire su un dato? Perché un archivio condiviso richiede regole e responsabilità?
Il gioco rende visibile ciò che normalmente resta nascosto dietro uno schermo. Il codice non è una formula da ricordare, ma una traccia che permette alla squadra di accorgersi se qualcosa non torna. La sicurezza digitale smette così di essere un elenco di divieti e diventa un problema da comprendere insieme.
Uno spunto in BlueJeans
Anche senza affrontare tutta la tecnologia, possiamo allenare lo stesso pensiero con un’attività analogica. Ogni gruppo riceve una frase e costruisce per essa un piccolo “codice di controllo”: numero di parole, vocali e lettere. Un altro gruppo modifica di nascosto un elemento. I bambini confrontano i codici e cercano il cambiamento.
La domanda finale non riguarda soltanto i computer: quali informazioni meritano di essere protette e quali responsabilità abbiamo quando qualcuno ce le affida?
Fonte consultata: INDIRE, 10 settembre 2026 ↗
