Una classe assomiglia un po’ a un frullato: dentro ci sono gusti diversi, consistenze imprevedibili, ingredienti che si notano subito e altri che si scoprono lentamente. Nessuno, da solo, può creare lo stesso sapore.
Che cosa serve
- la sagoma di un grande frullatore per la porta o una parete;
- frutti di carta, uno per ogni bambino;
- pennarelli, forbici e colla;
- un foglio per la riflessione personale.
Come si svolge
Ogni bambino sceglie un frutto e scrive il proprio nome. Può aggiungere una qualità che pensa di portare nella classe: allegria, fantasia, calma, coraggio, curiosità, gentilezza. I frutti vengono poi inseriti nel grande frullatore.
Durante il circle time osserviamo il risultato e chiediamo: se togliessimo un ingrediente, il sapore sarebbe ancora lo stesso? Due frutti diversi possono stare bene insieme? Che cosa possiamo aggiungere perché il nostro frullato sia piacevole per tutti?
Dal cartellone al quaderno
Completiamo la pagina “Il frullato della nostra classe” con tre ingredienti:
- una qualità che porto;
- qualcosa che vorrei imparare;
- un gesto che posso fare per stare bene insieme.
La formula finale può diventare: ______ + ______ + ______ = un anno da gustare.
Come adattarla
Per chi scrive ancora con fatica, predisponiamo parole illustrate da scegliere e incollare. Chi preferisce non parlare davanti al gruppo può affidare il proprio ingrediente all’insegnante. Con i più grandi, alle qualità possiamo aggiungere una responsabilità concreta verso la classe.
Il valore non è nel cartellone perfetto. È nella conversazione che nasce mentre lo costruiamo.
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